Unicorno - Unicorn cake topper


Unicorno in pasta di zucchero

"Ci son due coccodrilli ed un orango tango,
due piccoli serpenti, e un'aquila reale,
il gatto, il topo, l'elefante:
non manca più nessuno;
solo non si vedono i due leocorni."

Da piccolina non osavo chiedere cosa fosse un leocorno, sembrava che tutti quelli che cantavano e mimavano l'indimenticabile tormentone della nostra infanzia, lo conoscessero di persona o ne avessero uno in casa. Io fantasticavo, come sempre, ma non avevo la più pallida idea di che sembianze avesse. Di una cosa però ero certa: il leocorno aveva poteri magici, diventava invisibile e sapeva volare; per questo Noè non lo vide quando imbarcò tutti gli animali sull'arca. Comunque i due leocorni si salvarono; ora li vede chi ha gli occhi e l'animo di un bambino o chi ha una vicina di casa che si chiama Grace.


Leocorno o unicorno - primo piano

Sembra siano esistiti davvero, in versione meno elegante del cavallo dal manto bianchissimo a cui li associamo ora. Una versione più pesante, curvy per essere politically correct, dal nome poco magico: elasmoterio, ovvero un genere di rinoceronte estinto. 
Nel tempo l'unicorno si è trasformato in un essere mitologico e leggendario, simbolo di saggezza, nobiltà e purezza. Al corno a spirale, detto alicorno, secondo la tradizione medioevale, si riconduce la capacità di neutralizzare i veleni. Compare in diversi emblemi, come in quello della Scozia ad esempio. 
Recentemente è invece diventato l'emblema dei social e impazza ovunque anche dove non c'entra un corno. In foto il pro-pro-pro-pro nipote dei due leocorni che Noè non è riuscito ad imbarcare, perché non li ha più visti. Nessuna prova della loro estinzione dunque. Magari in qualche molecola di DNA, la cui forma elicoidale ricorda il corno, è rimasta impigliata un po' di saggezza, di nobiltà. Io provo a dargli da mangiare, sperando non si trasformi in un elastomerio.



Dolcetti cioccolato e nocciole



Ricettina golosa, che non necessita di cottura. Ideale da fare con i vostri bimbi o ragazzi. Le decorazioni sono in pasta di zucchero. Abbiamo utilizzato gli stampini ad espulsione, in modo tale che, anche i più piccolini, potessero divertirsi. Ho visto 36 meravigliose menti creative sbizzarrirsi. C'era chi voleva riprodurre una Ferrari e chi una torta in miniatura, chi ha mischiato subito i colori per vedere cosa ne usciva e chi si è dedicato meticolosamente al controllo qualità, testando a più riprese ogni singolo ingrediente. Pomeriggio cioccolatoso con Fourgameschicca!

DOLCETTI AL CIOCCOLATO E NOCCIOLE – per 20 pezzi

200gr biscotti secchi (tipo Oro Saiwa o digestive)
50gr nocciole già tostate (altrimenti tostare in forno a 180° per 10 minuti)
2 cucchiai di cacao fondente
250gr latte condensato
100gr cioccolato fondente
1 teglia alluminio 24x18

Sbriciolare finemente i biscotti con le mani. Aggiungere il cacao, il latte condensato, le nocciole tritate ed il cioccolato fondente preventivamente sciolto a bagnomaria. Amalgamare tutti gli ingredienti. Stendere l’impasto così ottenuto nella teglia di alluminio, livellare accuratamente con il dorso di un cucchiaio. Lasciare in frigorifero per due ore oppure 30 minuti circa nel freezer. Tagliare a pezzi e decorare a piacimento.




La ricetta non è farina del mio sacco, l'ho trovata nel web ma a quanto pare è stata apprezzata!


Compleanno Wonder Woman



 Tempo di bilanci per una ragioniera dal temperamento eclettico e creativo. L'età di una Signora non si dovrebbe mai svelare, pertanto mi limiterò a scrivere l'anno di nascita: 1967, in caso voleste farvi due conti.


Una specie di istituzione locale, per me una specie di wonder woman, che ha il super potere di trasformare i minuti in ore, incastrando mille impegni. Dirige: famiglia, lavoro, nipoti, pronipoti, casa, gatti, come un'impresa gestita con piglio manageriale, da tedesca...quando non sembra la pallina di un flipper. Un altro super potere di cui è dotata, forse perché immersa nei numeri, è: dividersi in cento,  ed essere al contempo moltiplicatore di buonumore. Volontariato, sport, impegno nel sociale, senza tralasciare le amiche di sempre, quelle con cui rubacchiare un paio di giorni e andare a farsi un viaggetto. Le stesse che hanno imbastito, con affetto sincero e consolidato, la festa a sorpresa che, in una serata davvero speciale, l'hanno resa protagonista.


Bilancio abbondantemente in attivo. Stato patrimoniale affettivo, e pertanto non visibile agli occhi, solidissimo. Il bello di essere sempre in credito è che ogni tanto ci si potrebbe anche lasciare andare e dare i numeri!


Ed ecco la festeggiata. Sotto la giacca si intravede la tutina di wonder woman in versione da sera, total black. La versione in miniatura, invece, indossa la tutina da giorno, da lavoro. Immancabile il ciondolo con la sua iniziale: E di Elena, per tutti Nena. Per me: E di Enjoy. Auguri speciali a chi, qualche decennio addietro, è stata in grado di farmi sentire una schiacciatrice di pallavolo, quasi seria.


Torta canottaggio Lago di Como - Rowing cake Lake Como


Rowing Club cake

Torta rustica per festeggiare i 21 anni di una canottiera, di cui un terzo passato praticando la nobile arte del remo. Poi c'è chi ha il doppio degli anni, più qualcuno di mancia, di cui uno scarso, trascorso nel tentativo di praticare il medesimo sport.
Giro di boa del mezzo secolo all'orizzonte. Per evitare che il fisico coli a picco, non rimane che imbarcarsi in un'attività che ne scongiuri la deriva. C'è chi opta per le labbra a canotto, chi segue la propria vocazione e diventa nave scuola  e chi tenta, per l'ennesima volta, di prendere il largo.
Abitualmente gli sport faticosi e di scarse soddisfazioni, si praticano quando età e fisico collaborano in sinergia, dopodiché ci si dedica a qualcosa di meno logorante, tipo il golf. Qualcuno, dalle dubbie facoltà mentali, ha optato per una diabolica logica inversa: vent'anni di golf e poi via...largo ad una specie di autflagellazione da praticare da soli, in coppia, in quattro, in otto, non c'è limite alla fantasia perversa dei devoti di San Remo, le cui apparizioni, accolte da immancabili gemiti primordiali, si verificano principalmente al remergometro, all'apice di una pseudo-trance agonistica.


Logo Canottieri

Un paio di suggerimenti pratici per la sopravvivenza di un neofita, come chi sta scrivendo.
Donne: scordatevi manicure, trucco e messa in piega. Le vostre mani sembreranno aver preso a cazzotti un sacco da boxe rivestito di carta vetrata. Scordatevi le unghie lunghe e curate, perché quelle della mano sinistra cercheranno di scorticare le nocche della mano destra. Ci farete il callo, anzi li collezionerete. Il trucco, a meno che non sia super water-proof, o meglio ancora se tatuato, si mischierà al sudore e colerà inesorabilmente lungo qualsiasi interstizio. La messa in piega avrà una vita media espressa in minuti, pari al numero di forcine che addobberanno il vostro cranio, all'incirca quindici. Anche l'abbigliamento, per quanto cercherete di mascherare le abbondanti imperfezioni con una mise total black, vi remerà contro
Lavorare sodo però assumerà una nuova accezione, soprattutto nell'istante in cui percepirete che la forza di gravità, che interessa la parte superiore del corpo femminile, viene miracolosamente arginata e la distanza di tale parte dall'ombelico, mantenuta costante.  Per quanto riguarda ciò che leggiadramente appoggerete sul carrello, si suggerisce di programmare il lavoro su uno o più lustri, o forse decenni.
Uomini: libero sfogo all'innato machismo, misurato in circonferenza di bicipiti e decimi di secondo, guadagnati con il sudore. E quando per la prima volta sentirete dire "è lungo" oppure "è corto", non prendetela sul personale, non c'è nessun riferimento al vostro inseparabile amico del cuore, o alla potenza della vostra automobile, che una leggenda metropolitana vuole inversamente proporzionale, e non avete nemmeno una talpa nello spogliatoio.


Barche canottaggio


C'è comunque qualcosa, a parte il gusto primitivo ed essenziale di far fatica, di schiettamente intrigante. Deve essere l'inedita prospettiva da cui ci si trova ad osservare il nostro minuscolo mondo, esattamente al contrario, e badate bene, rigorosamente a culo indietro, semplicemente guardando ciò che lasciamo: delle effimere impronte nell'acqua.



Minion bicicletta Downhill


Zia e nipote Minion

"Ascolta zia, allora, ti spiego...Per il mio compleanno mi faresti un maiale su una bicicletta in cima a una torta? Lo sai però che io la torta poi non la mangio..." prima fisso il telefono e conto fino a dieci, poi fisso il soffitto e conto da dieci a venti. Poi sibilo "Senti un po'...simpatia della zia, a parte scofanarti le merendine Paradiso della marca 'Bambini in tedesco', ti ho già beccato a mangiare la crostata, quindi la torta te la faccio a patto che te la mangi, altrimenti rivolgiti a un'altra zia, che peraltro non hai, quindi vedi tu", mi sento buona e gli lascio pure la scelta della marmellata, vada per l'albicocca. E fu così che trasformai una crostata in un pavimento a scacchi con sopra un divano e due Min(ch)ion.

Minion  in bicicletta

Appassionato di una disciplina alquanto pericolosa e che richiede agilità e allenamento, faccio notare al festeggiato che, quando il fondo schiena passa più tempo sulle pendenze di un divano che sul sellino della bici, allora il "Downhill" diventa "Divanhill" e una curva in appoggio si trasforma in un drop sui cuscini.


Zia Minion 

Il Minion-maiale, ahimè, riporta in parità il match delle affettuosissime prese per i fondelli, che sono alla base delle telefonate-fiume serali tra nipoti e zii. A quanto sostiene l'affabile nipotino, i miei arti inferiori, nell'immediata sezione attaccata al fondo schiena, ricordano dei prosciutti. Temo che il fatto di essersi trasferito in quel di Parma, abbia inciso notevolmente sul suo senso critico ed estetico. Mi preme ricordargli che il prosciutto è uno dei prodotti più rappresentativi d'Italia, con degli standard qualitativi altissimi ma non faccio altro che alimentare le sue certezze e la sua risata si trasforma in un verso che assomiglia tanto a quello del povero suino. L'abito tipico bavarese, invece, è un vezzo,  a testimonianza delle mie origini non del tutto italiane. Altro dettaglio in grado di solleticare la vena ironica del giovine.
Ci tengo comunque a ricordare a mio nipote, che, qualora si azzardasse a controllare se da qualche parte io abbia una "Corona ducale impressa a fuoco", nella migliore delle ipotesi, si ritroverebbe a fare Downhill senza bici. Nipote avvisato... 


Rosa tatuaggio - Rose tattoo


Bozzetto rosa per tatuaggio

Dalla carta, al cioccolato, alla pelle...


Torta con rosa su cioccolato plastico

"Ehi Kate mi piacerebbe farmi tatuare una rosa, se ti dico come la vorrei me la disegneresti?" 
"No problem, tu fammi sapere come la vuoi ed al resto ci penso io". Intanto prima di rispondere, pensa, perché qualche problem potresti invece averlo. Anzi parecchi. Scoprire che il tatuaggio è il regalo per i diciott'anni dell'adorata figlia, da parte di un babbo con la passione per le armi da tiro, mi agita quel tantino che fa volare la matita sulla carta, e ogni minima modifica richiesta, viene accolta con solerzia infinita. Il suggerimento poco rassicurante della mamma: "Con tante spine mi raccomando, come il suo carattere" non è dei più rosei. Poi arrivano le paroline magiche "Mi piace, adesso sì che è il mio tatuaggio". La torta è una passeggiata, riproduco la rosa su una placca rettangolare di cioccolato plastico, così addolcisco pure il babbo pistolero.


Mani della tatuatrice all'opera - Joe BlackInk Tattoo

Arriva il giorno fatidico.
Joe Blackink di https://www.facebook.com/joeblackinktattoo/?ref=br_rs prende letteralmente in mano la situazione, e si mette all'opera, lasciando danzare le mani con aghi e inchiostri, sempre sotto l'attenta supervisione del babbo, che di tatuaggi se ne intende, parecchio. Ed ecco il risultato meraviglioso del suo lavoro, fotografato a distanza di qualche settimana. 

Rosa su fianco - Joe BlackInk Tattoo

Questa rosa ora sfreccia in sella ad un bolide a due ruote, se vedete una coda bionda sbucare da un casco, sappiate che si tratta della proprietaria del tatuaggio, e ricordatevi delle spine. Un suggerimento disinteressato, se ve la ritrovate di fianco a un semaforo, lasciate perdere qualsiasi commento da simpaticone, potrebbe liquidarvi semplicemente alzando un dito, quello a metà della mano.