La Purcelada - Porc festival


La Purcelada - Maiale in primo piano

La Purcelada, Porc Festival per gli esterofili, è l'appuntamento tradizionale e irrinunciabile di fine gennaio in quel di Plesio sul Lago di Como. RE incontrastato dell'evento: il porco, da non confondersi con il produttoRE cinematografico Harvey Weinstein, caduto in disgrazia recentemente. Non confondiamo il nobile animale, di cui non si butta nulla, con l'ignobile umano di cui è meglio non tenere niente. 

La Purcelada - Produzione suina - foto Bicio

L'ennesimo successo annunciato. Gli Amici di Varoo hanno imbastito un fine settimana all'insegna della gastronomia suina degna dei palati carnivori più esigenti.
Il ricco menù prevedeva: aperitivo, polenta con salsiccia e costine alla griglia, fegato di maiale alla venziana (risotto alla domenica), cotechino e mortadella bollita, piedini di maiale e ossa bolliti, arrosto di maiale, formaggio e dolce, acqua della rinomata fonte locale. Vino rosso e bianco come se piovesse, fuori menù per ovvie ragioni di consumi e budget.
Ho visto distinte signore, dopo una dieta ferrea pre-purcelada, addentare le costine senza ritegno. Ho visto mariti, con i loro rotoli di pancetta perfettamente in tema alla serata, sfidare senza paura, colesterolo e trigliceridi. Ho visto vegetariani e vegani vacillare e quasi cedere al richiamo della salsiccia. Ho visto incantata ragazzi di vent'anni o poco più, accompagnare cantando una fisarmonica, trascinando inconsapevolmente chi di anni ne ha più del doppio. Ho visto i valori della glicemia fare la hola al cospetto di una sfilata di dolci fatti in casa da fare impallidire quelli di Bake Off.

Paioli della polenta in pieno fermento - foto Bicio

Una mole di lavoro davvero cospicua per i volontari che instancabilmente si dedicano per giorni ad allestire quello che ormai è diventato un evento, se ne parla ovunque nelle valli vicine e oltreconfine. A loro un ringraziamento di cuore per la sincera passione e per il senso della comunità così prezioso che trasmettono con gioia frizzante e inguaribile goliardia, curando ogni singolo dettaglio della manifestazione. La prenotazione, da effettuarsi con largo, anzi larghissimo anticipo, è d'obbligo. I tavoli sono conquiste ambite e si tramandano ormai di generazione in generazione. Due le parole d'ordine: la prima "Viva Varooooo" dà libero accesso all'atmosfera godereccia, la seconda "Piccolo Fiore" dà diritto ad un buono gratuito di travolgente buonumore. Provare per credere.

La Purcelada - Torta con maiale



Torta calcio - Soccer cake


Calciatrice - compleanno Iris

Mi sento una zia degenere, ho fatto passare quasi un anno dal compleanno della calciatrice in erba, oltre che truccatrice personale, prima di pubblicare questo post. Confesso solo ora la vera ragione dei tempi supplementari biblici: la zia ha fatto un autogol clamoroso, che l'ha fatta retrocedere nella classifica "zia dell'anno" di almeno una ventina di posizioni. Lo zio invece svetta come sempre in alta classifica, vista l'ottima scelta dei palloni presi a calci non appena scartati.


Calciatrice Iris

La festeggiata entusiasta non ha mancato di manifestare la sua gioia: "Grazieee zia, sono proprio io! Come facevi a sapere che il mio numero di maglia quando giocavo era proprio il numero 8?". Assist perfetto che la zia trasforma al volo in un autogol da manuale: "Mica lo sapevo, non festeggi mica 8 anni oggi?"


Primo piano calciatrice Iris

"A dire il vero zia ne compio 9 ma preferisco l'8 sulla maglia perché era il mio numero". Nipote mia, ti stimo. Cartellino rosso invece per la zia. E come disse un mitico allenatore poliglotta: "Don't say cat if you don't have in in the sack". Mi sono persa un anno e pure l'ennesima chance di fare un figurone con i nipoti. E intanto quest'anno è in arrivo il compleanno a due cifre. Chissà alla zia cosa passa per la testa, ma forse è meglio non saperlo.



Società Canottieri Menaggio: inaugurazione vasca voga


Vasca voga canottieri Menaggio

E' passato qualche mese dalla giornata di festa in Società Canottieri Menaggio che ha visto come protagonisti la vasca voga rimessa completamente a nuovo da un manipolo di volontari, e Pietro Ruta, per tutti Peppo, rientrato con l'argento al collo dai Mondiali di Canottaggio di Sarasota negli Stati Uniti d'America, Vice Campione del Mondo, due di coppia Pesi Leggeri.

Foto del web

Quando si scrive o si parla di qualcosa che si conosce superficialmente sarebbe opportuno farlo con prudenza. Lo scivolone, per chi il canottierese parlato e praticato lo mastica da poco, potrebbe essere in agguato, come una barca che disarciona.
Cliché e personaggi ricalcano quelli di microcosmi già esplorati: dinamiche che si rinnovano, a tratti prevedibili.
Anche qui, chi ha qualcosa da dire, parla poco: parlano i fatti e l'esperienza. Non è dato sapere se ciò  è imputabile alla carenza di fiato, oppure se un'integrità morale e sportiva d'altri tempi, dimora in  rari esemplari devoti alla nobile arte del remo. Tali soggetti meriterebbero di essere tutelati, oppure esposti in bacheca come trofei e lucidati con cura. Sanno remare controcorrente oppure la assecondano sapientemente, e non sempre in acqua. Chi ha fiato in abbondanza, e lo usa a sproposito, si preclude inesorabilmente la possibilità di prendere il largo.

Vasca Voga e il Vice Campione del Mondo 2017 due di coppia  PL

Lo sport amplifica ed esalta qualità morali, al contempo ne sottolinea impietosamente la mancanza. Anche il talento da solo non basta. Determinazione, ostinazione, caparbietà e cattiveria positiva, oltre al duro, sfiancante lavoro, diventano l'ago della bilancia. E quando si raggiungono livelli di tutto rispetto sarà la testa a fare la differenza: da valida alleata a peggior nemica, la remata può essere breve. Umiltà e modestia generano stima e rispetto ma solo nei confronti di chi ne è portatore sano. Una specie di codice non scritto che scatena un tifo complice per chi ha dovuto fare fatica, per chi è stato messo a dura prova ma non ha mai mollato. Ma ci sono anche altri tipi di talento o intelligenze, rassicuranti e prolifiche, le cui medaglie non si vedono ma contribuiscono a conquistarle.

Pietro Ruta Vice Campione 2017 due di coppia PL 

La meticolosa cura, quasi maniacale, nel praticare buchi nell'acqua ha un effetto terapeutico, al contrario di quelli fatti fuori dall'acqua, etichettati frettolosamente come fallimenti.
Saranno proprio quei buchi nell'acqua a fare di voi dei vincenti, di qualunque natura essi siano, non consideratevi mai dei perdenti. Come disse qualcuno che di acqua sotto i ponti ne ha vista passare: "Io non perdo mai, o vinco o imparo" Rolihlahla Nelson Mandela. 

Dimenticavo, la strepitosa torta è opera della Pasticceria Aste di Menaggio, io mi sono limitata a creare la decorazione ispirandomi alla vasca voga e a Peppo. In attesa di altre vittorie, di qualunque tipo esse siano.

Battesimo bimba


Cake topper Battesimo Ginevra

Cake topper in tema per il Battesimo di Ginevra. La mamma è una delle mie creative locali preferite, dallo stile brioso, sempre al passo con i tempi, sobrio e raffinato.


Biglietto Battesimo Ginevra

Ginevra a quanto pare è creativa pure lei: crea micro terremoti domestici. Quando chiesi alla mamma: "Mandami una foto, mi raccomando!" la risposta fu: "Se ci riesco, per fortuna esiste la funzione sequenza rapida, prima o poi l'acchiappo"




L'irrequieto cucciolo di giraffa ormai sta per compiere un anno.


Cucciolo di Giraffa in pdz



Unicorno - Unicorn cake topper


Unicorno in pasta di zucchero

"Ci son due coccodrilli ed un orango tango,
due piccoli serpenti, e un'aquila reale,
il gatto, il topo, l'elefante:
non manca più nessuno;
solo non si vedono i due leocorni."

Da piccolina non osavo chiedere cosa fosse un leocorno, sembrava che tutti quelli che cantavano e mimavano l'indimenticabile tormentone della nostra infanzia, lo conoscessero di persona o ne avessero uno in casa. Io fantasticavo, come sempre, ma non avevo la più pallida idea di che sembianze avesse. Di una cosa però ero certa: il leocorno aveva poteri magici, diventava invisibile e sapeva volare; per questo Noè non lo vide quando imbarcò tutti gli animali sull'arca. Comunque i due leocorni si salvarono; ora li vede chi ha gli occhi e l'animo di un bambino o chi ha una vicina di casa che si chiama Grace.


Leocorno o unicorno - primo piano

Sembra siano esistiti davvero, in versione meno elegante del cavallo dal manto bianchissimo a cui li associamo ora. Una versione più pesante, curvy per essere politically correct, dal nome poco magico: elasmoterio, ovvero un genere di rinoceronte estinto. 
Nel tempo l'unicorno si è trasformato in un essere mitologico e leggendario, simbolo di saggezza, nobiltà e purezza. Al corno a spirale, detto alicorno, secondo la tradizione medioevale, si riconduce la capacità di neutralizzare i veleni. Compare in diversi emblemi, come in quello della Scozia ad esempio. 
Recentemente è invece diventato l'emblema dei social e impazza ovunque anche dove non c'entra un corno. In foto il pro-pro-pro-pro nipote dei due leocorni che Noè non è riuscito ad imbarcare, perché non li ha più visti. Nessuna prova della loro estinzione dunque. Magari in qualche molecola di DNA, la cui forma elicoidale ricorda il corno, è rimasta impigliata un po' di saggezza, di nobiltà. Io provo a dargli da mangiare, sperando non si trasformi in un elastomerio.



Presepe - Nativity




Voi datemi una tavoletta di cioccolato, fondente ancora meglio, e i casi sono due: o me la mangio o, se siete abbastanza fortunati ed il primo caso non dovesse verificarsi, le mie mani si mettono a giocare e la tavoletta prende vita. Ho già preso di mira quelle da 200gr, così c'è posto per il bue, l'asinello e tutta l'allegra brigata del Presepe. 




Non vorrei creare false speranze nel gruppetto delle fan di Babbo Natale, che affettuosamente mi chiamano 'il Grinch': le foto risalgono all'anno scorso e non le pubblicai per una sorta di pigrizia post festiva. Però sto facendo autoterapia per calarmi nell'atmosfera: ho già appiccicato dei fiocchi di neve alle finestre, badate bene siamo a metà novembre, e ho già mangiato un pandoro. L'inizio promette bene.